Archive for the 'Diritti' Category

Annamo bene!

Della Guinea Equatoriale, piccolo paese dell’Africa centrale, in questo blog abbiamo parlato qui e . Stasera la presidente Cristina Kirchner riceverà alla Casa Rosada il suo omologo guineano Teodoro Obiang Nguema. Tema principale dell’incontro sarà la firma di accordi tra i due paesi in campo energetico. Obiang Nguema è arrivato al potere nel 1979 con un colpo di stato e da allora ha governato ininterrottamente con una politica di repressione e di violazione dei diritti umani. Nonostante ciò, la recente scoperta di ingenti giacimenti petroliferi in territorio guineano ha funzionato da lasciapassare per far viaggiare Obiang in giro per il mondo. All’epoca dell’ultimo governo Berlusconi, il dittatore era stato ricevuto nel 2005 a Palazzo Chigi ed erano state avviate trattative per favorire investimenti dell’imprenditoria italiana in Guinea. Nel novembre del 2006 una visita di stato a Madrid aveva creato forte imbarazzo al governo Zapatero. Gli affari sono affari, a tutte le latitudini.

Verità o giustizia?

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Il quotidiano Clarín di ieri ha pubblicato un estratto di un articolo di Roger Cohen, giornalista del New York Times, riguardante una vicenda che risale a circa vent’anni fa. Il testo integrale dell’articolo può essere letto in inglese anche qui.  Nel 1987, Cohen aveva condotto un’inchiesta che portò a scoprire la vera indentità di due piccoli gemelli che vivevano con un ufficiale della polizia argentina: i due piccoli erano figli di una donna incinta che era stata sequestrata durante la dittatura e, dopo aver dato alla luce i due gemelli, era stata “desaparecida“.  A quel tempo la vicenda sembrò avere un lieto fine e Cohen ne era venuto fuori con la sensazione di aver fatto giustizia. In questi giorni, Cohen è tornato a Buenos Aires alla ricerca dei due gemelli, ormai giovanotti trentenni. E dice di aver trovato più risentimento che riconciliazione. I due ragazzi, Gonzalo e Matías Reggiardo Tolosa, all’esame del DNA erano risultati essere figli di una coppia (anch’essi desaparecidos) diversa da quella a cui in un primo momento erano stati attribuiti. Sembra che i due gemelli non  abbiano avuto in questi anni una vita familiare serena e continuano a mantenere un legame affettivo con i “genitori sequestratori”. A questo punto Cohen nell’articolo si chiede esplicitamente se sia valsa la pena quella sua “intrusione” di vent’anni fa. E si risponde: “per i morti, e per l’Argentina, sì. Per i gemelli, non lo so”.  Clarín accompagna l’articolo di Cohen con una nota di Estela de Carlotto, presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo. Per la Carlotto il giornalista non ha niente di cui pentirsi, ogni volta che si aiuta un bambino ad uscire dalla menzogna si fa il bene. Resta comunque il fatto che quella dei gemelli Reggiardo Tolosa è una vicenda penosa che mostra, a distanza di anni, le ferite ancora aperte lasciate dalla dittatura. E l’alternativa tra verità e giustizia con cui Cohen chiude il suo articolo, al danno sembra aggiungere anche la classica beffa.

Uma vida pela vida

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Dom Luís Cappio, vescovo nel nord dello stato di Bahia, sta facendo uno sciopero della fame dal 27 novembre per protestare contro il faraonico progetto del governo Lula di deviare un fiume, il São Francisco, che attraversa un’area semiarida del nord-est del Brasile caratterizzata da precipitazioni scarse e irregolari. Dom Luís, che è frate francescano, vuole salvare il fiume, sostiene che l’opera prevista dal governo non è stata discussa con le popolazioni locali e alla fine andrà a beneficio dei grandi latifondi mentre la povera gente continuerà a soffrire la cronica scarsità d’acqua; dom Luís sostiene che per alleviare la sete del semiarido nordestino ci sono delle alternative meno costose, più efficaci e anche rispettose dell’equilibrio ambientale. Dom Luís ha ricevuto la solidarietà della Conferenza Episcopale brasiliana, di movimenti popolari e associazioni, di persone umili e di gente famosa. Dom Luís con la sua ostinazione, sta mettendo in difficoltà lo stesso Lula, che ha dovuto autorizzare il suo capo di gabinetto ad aprire un canale di dialogo col vescovo. Dom Luís è un uomo coraggioso ed è disposto a portare la sua protesta in favore dei piccoli contadini, delle popolazioni indigene, delle comunità rurali, fino alle estreme conseguenze. Uma vida pela vida.

A volte ritornano

Nell’interno dell’Argentina, a 1000 km da Buenos Aires, nel 2007, può succedere anche questo: gruppi paramilitari armati, al soldo di latifondisti, che minacciano, picchiano, torturano i campesinos per cacciarli dalla terra. La cronaca in un articolo del quotidiano Pagina12 di ieri.

Di cosa si parla in Italia?

Claudio, argentino, mi ha chiesto l’altroieri come va in Italia, di cosa si parla. La prima cosa che mi è venuta in mente è stato il tema della sicurezza. Qualche anno fa ho avuto il piacere di conoscere personalmente Livio Pepino, magistrato torinese ed ex segretario di Magistratura Democratica. Eravamo in Brasile e avevamo organizzato delle attività per discutere delle politiche giudiziarie, del crimine organizzato, pubblica sicurezza e diritti umani. In quell’occasione ho potuto apprezzare la lucidità delle analisi di Livio Pepino, oltre alle sue qualità umane. Ho trovato un suo editoriale sul numero di ottobre della rivista Narcomafie in cui parla del pensiero unico, di questi tempi prevalente, in tema sicurezza. Che, come tutti i pensieri unici, rischia quantomeno di essere fuorviante. Ve lo propongo, se volete potete leggerlo qui.

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Contro la pena di morte

Tra alcune ore – a Buenos Aires saranno le otto di sera e in Italia l’una di notte – nello stato del Texas il boia tornerà al suo macabro lavoro. Leggo la notizia su El País. Il giovane afroamericano Johnny Ray Conner, 32 anni, condannato per un omicidio commesso nel 1998 durante una rapina, sarà ammazzato con un’iniezione letale. Per lo stato del Texas sarà l’esecuzione numero 400 da quando, nel 1976, venne reintrodotta la pena capitale. Il portavoce del governatore ha respinto con sarcasmo la richiesta di moratoria giunta dall’Unione Europea, come riporta l’Unità. Non ho nessun commento da fare.

Democrazia da esportazione

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato ieri un provvedimento che consente le intercettazioni telefoniche e la violazione dei messaggi di posta elettronica senza aver bisogno di un’autorizzazione giudiziaria (e pensare che una regola così in Italia farebbe gola a molti… ma questa è un’altra storia). Le spie locali potranno quindi ficcare il naso nelle comunicazioni di tutti coloro che, dagli Stati Uniti, telefonano o mandano una mail all’estero. Continua a leggere ‘Democrazia da esportazione’


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