Grazie, angelo!

L’altro giorno sono andato a Siracusa per sbrigare una faccenda all’ufficio del catasto. Ovviamente non avevo idea di dove si trovasse l’ufficio quindi, appena entrato in città, ho chiesto informazioni a un signore. Diamogli un nome, va’, che se lo merita, chiameremoimg_6944 questo signore Angelo. Quindi, dicevamo, chiedo ad Angelo dove si trova il catasto. Angelo comincia a spiegarmi la strada da fare ma poi si rende conto che è troppo complicato e mi dice “facciamo così, l’accompagno io, vado avanti con la mia macchina e lei mi segue”. Lo ringrazio, non speravo tanto, sto per proporgli di andare almeno insieme con la mia macchina ma Angelo è già in moto e mi affretto a seguirlo. Il traffico delle città italiane, si sa, è complicato e al secondo semaforo ho già perso di vista la macchina di Angelo. Mi sto quasi rassegnando a ricominciare daccapo e chiedere informazioni a qualche altro passante, quando sul lato opposto dell’incrocio vede un tizio che si agita e si sbraccia per richiamare la mia attenzione. E’ Angelo che si è accorto di avermi perso ed è tornato indietro a cercarmi. Si riprende la marcia, stavolta sto più attento a non perdere il contatto con Angelo. Strada facendo, mi rendo conto che arrivarci sarebbe stato davvero molto difficile, l’ufficio del catasto l’hanno piazzato proprio bene. Quando finalmente arriviamo davanti all’ufficio, mi sento sollevato e mi preparo a ringraziare il gentilissimo Angelo. Lo vedo mentre fa una manovra complicata uscendo a marcia indietro dal vialetto che porta al parcheggio del catasto e da dentro la sua macchina gli fa dei segni strani. Capisco che Angelo era andato a verificare e mi sta avvisando che il parcheggio è completo e devo cercare un altro posto per l’auto. Mi sento quasi imbarazzato da tanta gentilezza, mi guardo intorno e vedo poco vicino un posto libero in cui mi infilo deciso. Mi giro e vedo Angelo che mi fa ancora dei segni e mi indica qualcosa. E’ un cartello di divieto di sosta e zona rimozione, accidenti, non me n’ero accorto, meglio spostare la macchina da qualche altra parte. Trovo un altro posto e finalmente  parcheggio la macchina. Quando mi giro per cercare Angelo e ringraziarlo, riesco a vedere solo la sua macchina che sta già andando via. Da queste parti abbiamo tanti difetti, ma siamo fatti anche così.

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1 Response to “Grazie, angelo!”


  1. 1 Baltic Man 9 marzo 2009 alle 4:06 pm

    Io non mi sento italiano.
    Ma per fortuna,
    o purtroppo,
    lo sono.

    G.G.


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