Spezzeremo le reni al Brasile

Sui giornali italiani il rifiuto dell’estradizione di Cesare Battisti ha scatenato contro il Brasile dei bassi istinti celoduristi, xenofobi ed eurocentrici. La palma d’oro stamattina non la vincono i soliti noti elencati da Tripo, bensì Francesco Merlo che scrive sul progressista e civilissimo Repubblica. L’articolo di Merlo è infarcito di pregiudizi e luoghi comuni, il Brasile è definito senza mezzi termini “il paese del samba” e ancora “il paese dei ladruncoli ammazzati per strada dagli assassini organizzati, dagli squadroni della morte” in cui “farsi giustizia con le armi è politica sociale”. Certi giudizi – il Brasile “è geniale nel calcio e nella tostatura del caffè” – sarebbero da considerare semplicemente dei ridicoli stereotipi da avanspettacolo e mandati direttamente nel dimenticatoio se non fossero scritti su uno dei più importanti quotidiani italiani. Mancava solo che Merlo scrivesse che non ci sono più le mezze stagioni e che qui una volta era tutta campagna. Ma il Merlo supera se stesso quando la butta sul piano della civiltà giuridica: in Brasile “il Diritto è ancora un pasticcio culturale”, il paese “ha un basso tasso di civiltà giuridica” e “il ministro di una improbabile Ingiustizia brasiliana si erge e Giustiniano e condanna la civile Giustizia italiana”.  Con tanto di maiuscole al posto giusto. Di certo la “civile” stampa italiana non ci fa una bella figura.

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9 Responses to “Spezzeremo le reni al Brasile”


  1. 1 Paolo 15 gennaio 2009 alle 7:20 pm

    Mi sembra strano che un giornale raffinato come Repubblica abbia dato spazio ad un articolo così becero.

  2. 2 Paolo 16 gennaio 2009 alle 9:52 am

    noi italiani al momento dovremmo solamente starcene buoni e zitti…
    penso che con la situazione attuale nel nostro paese (in senso di economia -crisi-, giustizia, berlusconi, mafia, sperpero di denaro pubblico…) faremmo meglio ad auto criticarci… Quel giornalista evidentemente non ha niente di meglio su cui scrivere…

  3. 3 il migratore clandestino 16 gennaio 2009 alle 11:15 am

    @Paolo1: hai ragione è proprio un articolo di cattivo gusto, volgare.
    @Paolo2: anche questo è vero e anche in tema di civiltà giuridica i rischi di scivoloni e di passi indietro sono sempre in agguato. Ma evidentemente è più facile scrivere di stereotipi e luoghi comuni.

  4. 4 Giuliano 16 gennaio 2009 alle 1:51 pm

    Mi piace il post ma non lo condivido.

    Agli Italiani piace fare i vittimisti ed i catastrofisti, mentre in Brasile “toda joia toda beleza”.

    I problemi del Brasile sono esponenzialmente superiori a quelli dell’Italia, e fino ad ora l’Italia non ha ancora dato asilo politico ad un omicida condannato all’ergastolo.

    Un saluto dalla Romagna

  5. 5 il migratore clandestino 17 gennaio 2009 alle 10:22 am

    Giuliano, sono d’accordo con te che agli italiani piace fare i vittimisti. Ma tra fare i vittimisti e credere di essere al centro del mondo e depositari di tutta intera la civiltà giuridica, qualche posizione intermedia ci dovrà pur essere, no? E poi, visto che alcuni scrivono per mestiere, potrebbero smazzarsi un po’ di più e per scrivere qualcosa che vada oltre i soliti beceri luoghi comuni. E ancora: scommetto che anche a te ha dato fastidio qualche volta quando all’estero ti hanno subito identificato con pizza, spaghetti e mafia.

  6. 6 elio 18 gennaio 2009 alle 10:43 am

    passi la stampa, passi il bove che da del cornuto all’asino … passi tutto quello che volete, rimane che per il brasile (e per la francia) un assassino diventa “scrittore” ed un condannato pluriomicida diventa un perseguitato.

  7. 7 Tripo 18 gennaio 2009 alle 11:20 pm

    Articolo becero, volgare ed offensivo. Battisti però deve essere estradato e pagare le proprie colpe. Dice: “è stato processato senza essere presente al processo.” E grazie al piffero, si chiama processo in contumacia, sennò tutti son boni! E non dimentichiamoci che quest’estate Lula si è rifiutato di accogliere la richiesta di asilo politico da parte di due boxer cubani, i quali sono stati deportati di ritorno sull’isola proprietà della famiglia Castro e non se ne è più saputo niente. L’Italia lascia a desiderare come garanzie giuridiche e Cuba no? Mah…

  8. 8 il migratore clandestino 20 gennaio 2009 alle 11:13 am

    Come si è capito, l’oggetto del mio post era un certo modo giornalistico di trattare la questione Battisti-Brasile. Nel merito della vicenda, in effetti mi rendo conto che è difficile giustificare e sostenere la decisione del ministro Genro. Anche se, la vicenda di Battisti e di molti altri ha diverse implicazioni – non solo giudiziarie – di cui bisognerebbe tener conto. Ad esempio gli elementi che Rocco Cotroneo introduce in questo suo post http://americas.corriere.it/2009/01/battisti_e_gli_altri.html

  9. 9 Alessandro 27 gennaio 2009 alle 6:31 pm

    Sono concorde con te nell’analisi dell’articolo. Sarebbe privo d’importanza, se non fosse che a pubblicarlo è un giornale letto come Repubblica.


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