Giuseppe el zapatero

botero2.jpgA Plaza Dorrego, nel cuore della Buenos Aires storica (e turistica), c’è una bancarella in cui un anziano signore vende libri usati. L’altro giorno sono passato per la piazza e mi sono fermato a guardare i libri sperando di trovarne un paio che sto cercando in varie bancarelle della città.  Il signor Rodolfo, così si chiama il simpatico venditore, da buon commerciante ha subito attaccato bottone. Mi ha chiesto di dov’ero e quando ha saputo che ero italiano ha voluto mostrarmi alcuni volumi che pensava potessero interessarmi. Ha cominciato col mostrarmi una vecchia edizione del Marco Polo, in spagnolo. E poi una vera e propria chicca: un bel libro antico, in italiano, della fine dell”800, il cui titolo più o meno suonava come “Manuale per la comprensione delle macchine a vapore”.  Il signor Rodolfo, sembrava proprio che lo avesse studiato a fondo quel libro,  mi assicurava che era un testo fondamentale per capire come funzionassero le macchine a vapore e a niente valevano i miei tentativi di fargli notare che il tema era – come dire? – un tantino fuori moda. Abbiamo continuato a chiacchierare un po’, col signor Rodolfo. A un certo punto, stavo già per salutare e andare via, il signor Rodolfo ha chiesto il mio nome. Quando gliel’ho detto, ha preso un atteggiamento assorto e mi ha detto: “C’è un vecchio tango col tuo nome, Giuseppe el zapatero“. Il testo del tango, mi ha raccontato, parla di un emigrante italiano, un calzolaio di nome Giuseppe, dei suoi sacrifici per far studiare il figlio che, una volta diventato “dottore”, si dimostra irriconoscente verso il padre spezzandogli il cuore. Ho pensato che in fondo è una storia già sentita, uno schema abbastanza comune, in società in forte e rapida trasformazione (questo tango è del 1930). Tuttavia, le note del tango – il signor Rodolfo ovviamente non si è tirato indietro e ha accennato alcune strofe – aggiungono una certa drammaticità al testo. Il testo e la musica di Giuseppe el zapatero sono di Guillermo del Ciancio; se volete ascoltarlo, cantato nientepopodimeno che da Carlos Gardel, lo trovate qui. E il signor Rodolfo, se volete incontrarlo, sta a Plaza Dorrego tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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2 Responses to “Giuseppe el zapatero”


  1. 1 tanoka 20 gennaio 2008 alle 10:38 am

    Muy bueno lo que contas, y muy muy bueno el tango.
    Tristisimo, tanto per cambiare..

  2. 2 ale 20 gennaio 2008 alle 3:43 pm

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