Cristina, la Presidenta

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Sono passati pochi minuti dalla mezzanotte qui a Buenos Aires (le quattro di mattina in Italia) e seppur lo scrutinio dei voti sia in ritardo, sembra ormai sicuro che Cristina Fernández de Kirchner abbia vinto le elezioni presidenziali argentine rispettando tutte le previsioni della vigilia. Gli exit poll le danno il 46% dei voti, quasi il doppio della seconda candidata, Elisa Carriò: quanto basta, secondo la bizzarra legge elettorale argentina, per vincere al primo turno. Si concretizza in questo modo la staffetta interna alla coppia presidenziale che molti osservatori prevedono si ripeterà nel 2011. Aspettando di vedere quanto di quello che Cristina farà sarà all’insegna della continuità con il governo del marito Néstor Kirchner e, invece, quali elementi di novità ci saranno, il dato che più salta all’occhio di questa elezione annunciata è il protagonismo delle due donne candidate e che hanno raccolto più voti. Per un paese machista non è poco.

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4 Responses to “Cristina, la Presidenta”


  1. 1 vanessa 30 ottobre 2007 alle 9:28 am

    ciao pippo,
    pero’ dei miei amici connessi con l’argentina mi dicevano che e’ tutta una farsa, che questo trucchetto di fare eleggere le mogli e’ gia’ noto in argentina e non e’ che un espediente per aggirare la non rieleggibilita’ del vecchio presidente. che, insomma, sara’ lui a continuare a governare. non sembra quindi essere un segnale interessante di superamento del machismo… tu che ne dici?

  2. 2 il migratore clandestino 30 ottobre 2007 alle 10:34 pm

    Vanessa, i tuoi amici non hanno del tutto torto. Però non direi che sarà lui a continuare a governare; anzi, tutto indica che Cristina, per carattere e per capacità, prenderà lei saldamente in mano la guida del paese. In questo senso, la coppia Kirchner si può davvero paragonare ai Clinton. Sulla questione del machismo quello che volevo dire era che comunque mi sembrava un segnale interessante, al di là del giudizio politico sulle candidate, che alla fine, se facciamo i conti, in queste elezioni più di 2 argentini su 3 hanno votato per una donna. Non mi sembra male, non so se in Italia sarebbe possibile. E – ripeto, al di là del giudizio politico sulle candidate -, credo che le donne possano apportare nella politica (un po’ come nella traduzione ;-)) una loro specificità di genere. Magari tu che vivi in un paese governato da una donna puoi integrare o smentire questa mia tesi.

  3. 3 vanessa 9 novembre 2007 alle 9:20 am

    Eh, domanda difficile, lo sai che io in Germania ci sto in prestito, mi sembra sempre di avere semplicemente sbagliato fermata del tram, nonostante siano passati gia’ sei anni… Comunque, che dire, penso alla Thatcher, per dirne una, e mi pare che le donne al potere non siano tanto una garanzia di un mondo migliore. La Merkel piace abbastanza trasversalmente in Germania, e altrettanto trasversalmente viene anche criticata, questa e’ una cosa molto tedesca. Io avevo un collega che non avrebbe mai e poi mai votato SPD (il grande partito di centro-sinistra) ma era indeciso tra la CDU e la WASG, il che sarebbe un po’ come se uno da noi esitasse tra Berlusconi e Diliberto. Quindi capisci, qua i riferimenti politici mi risultano ancora un po’ oscuri.
    Quanto alle specificita’ di genere, non so bene come individuarne i segni in un governo, pero’ ho la forte sensazione che in generale tutte le nostre societa’ (tedesca, argentina, italiana e non solo) siano ancora gravemente, profondamente maschliste, non tanto per via delle poche donne al potere, quanto per via delle tante nude sui cartelloni pubblicitari e di quelle stuprate e ammazzate ogni giorno dai loro padri e mariti. Ma forse tutti questi dati sono collegati…
    Comunque, speriamo bene per l’Argentina 🙂

  4. 4 il migratore clandestino 9 novembre 2007 alle 8:55 pm

    Sei anni in prestito… già è quasi un deposito.
    Sono d’accordo con te che le donne al potere non siano una garanzia di un mondo migliore. Così come gli uomini al potere, d’altronde. Insisto, però: le donne sono portatrici di una visione del mondo, di una sensibilità loro propria che può tradursi in un contributo di novità nella prassi politica. E probabilmente, più donne al potere può voler dire anche un riequilibrio nei rapporti di genere, non solo nelle leggi e regolamenti ma, soprattutto, nella mentalità di uomini e donne. Se ci pensiamo bene, a fronte di una Thatcher si potrebbe fare una lunga lista di uomini politici che hanno fatto un sacco di danni.


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