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L’altra sera

 

Una mia amica, l’altra sera, mi ha detto che da aprile sta attraversando un bel periodo, anzi “il periodo più bello della mia vita”. Così ha detto. E’ davvero fortunata a poter fare un’affermazione come questa. Gliel’ho detto. Soprattutto di questi tempi che uno incontra quasi sempre gente depressa, arrabbiata, preoccupata per il futuro, sfiduciata. A me, l’altra sera, il solo fatto di sentirglielo dire mi ha fatto bene. Meno male che ci sono gli amici.

Le mezze stagioni…

..non ci sono più, si sa. Scusate la banalità ma ieri qui a Buenos Aires la temperatura ha superato i 27 gradi. Fatto insolito se si pensa che siamo ormai in pieno inverno e se si pensa che giusto un anno fa sulla città addirittura nevicava.

Bocche da sfamare


Da qualche settimana ho piazzato sul terrazzo di casa una mangiatoia per uccelli, come si può apprezzare nella foto. Dopo qualche giorno di incertezza, la mangiatoia è diventata un punto di ritrovo fisso per vari pennuti in cerca di ristoro nel freddo inverno portegno. Oltre all’immancabile stuolo di passeri e alcune tortorelle comuni, il nuovo ristorante è ormai frequentato regolarmente da un paio di esemplari di chingolo (zonotrichia capensis) e qualche zorzal colorado (turdus rufiventris). Non si escludono futuri colpi di scena e che faccia capolino sul terrazzo qualche specie di gusti un po’ più fini. Vi terrò aggiornati. Adesso devo andare al negozio di animali qui all’angolo per comprare un po’ di semi. Dovere di ospitalità.

Contromano

La stragrande maggioranza delle strade di Buenos Aires, eccetto alcune grandi avenidas, sono a senso unico. Il senso di marcia di ciascuna strada è indicato dalla freccia (come nella foto) che accompagna di solito l’indicazione del nome della via. Di solito. Accade infatti, soprattutto in periferia, che in molti incroci il nome della via non c’è proprio e, men che meno, la freccia fatidica che ti dice in che direzione puoi andare. A volte succede pure che qualche buontempone si diverta a far fare mezzo giro ai cartelli in modo da cambiare scherzosamente il nome della strada e il senso di marcia. Chi è abituato a girare in macchina nel traffico portegno, ovviamente, ha già memorizzato i vari sensi di marcia e sa che giro deve fare per arrivare a destinazione. La cosa può essere un po’ più complicata se ci si avventura in zone poco conosciute; e poi c’è sempre in agguato il famoso attimo di disattenzione. Ed è così che mi è capitato di vedere spesso automobilisti erratici o sbadati imboccare contromano fior fiore di calles e avenidas. E confesso che un paio di volte è successo anche a me. Un giorno ho cercato di prendere contromano Combate de los Pozos venendo da Venezuela: ero soprappensiero e a riportarmi bruscamente alla realtà ci ha pensato lo strombazzamento di un tassita fermo al semaforo all’angolo in senso contrario al mio. Il disgraziato ha però anche attirato l’attenzione del poliziotto che faceva da piantone nel commissariato che c’è proprio lì a 30 metri. Controllo documenti, scuse, romanzina e via: d’altronde non esiste ancora, che io sappia, una multa per “tentato imbocco di senso unico”. Un’altra volta, invece, era di sera e ho preso contromano Adolfo Alsina venendo da Lima. Stavolta non c’era nessuno, ho proprio imboccato il senso unico e ho pure fatto mezzo isolato fino a che una macchina che veniva nel senso giusto ha cominciato a farmi i fari. A quel punto, non mi è rimasto altro da fare che cimentarmi in una spericolata retromarcia contromano. Quella sera, per fortuna, in giro non c’era nessun poliziotto.

 

 

Votare oh, oh

Nei prossimi giorni, il migratore clandestino ancora una volta prenderà la via verso il nord. E visto che c’è, prima di ritornare a Buenos Aires, si fermerà anche a votare. In fondo non mi dispiace tirarmi fuori dalla cosiddetta campagna elettorale dei cosiddetti italiani all’estero (sul mio Flickr si possono vedere alcuni manifesti elettorali nostrani). Giuliano ha fatto un post per sottolineare il “privilegio” per chi vota all’estero di poter esprimere delle preferenze. Ma le preferenze non sono tutto. Non mi soffermo sui vari candidati visto che già, commentando i post dell’amico Tanoka, mi son dovuto prendere le reprimende di un supporter elettorale offeso e, addirittura, di un vero e proprio candidato a senatore. Un dubbio mi assale: ma dall’altra parte dell’oceano sarà meglio?

Domenica di Pasqua

A San Telmo, Buenos Aires, Argentina.

La musica del video è Baguala del Desengaño, interpretata da Raly Barrionuevo.

Giuseppe el zapatero

botero2.jpgA Plaza Dorrego, nel cuore della Buenos Aires storica (e turistica), c’è una bancarella in cui un anziano signore vende libri usati. L’altro giorno sono passato per la piazza e mi sono fermato a guardare i libri sperando di trovarne un paio che sto cercando in varie bancarelle della città.  Il signor Rodolfo, così si chiama il simpatico venditore, da buon commerciante ha subito attaccato bottone. Mi ha chiesto di dov’ero e quando ha saputo che ero italiano ha voluto mostrarmi alcuni volumi che pensava potessero interessarmi. Ha cominciato col mostrarmi una vecchia edizione del Marco Polo, in spagnolo. E poi una vera e propria chicca: un bel libro antico, in italiano, della fine dell”800, il cui titolo più o meno suonava come “Manuale per la comprensione delle macchine a vapore”.   Continua a leggere ‘Giuseppe el zapatero’

La patente

ristorante-italiano.jpgIeri il mio collega Daniel si è dovuto buttare in un fosso con la macchina del progetto per evitare di scontrarsi con un matto che veniva in direzione opposta. Alla fine Daniel non si è fatto niente, solo un po’ di spavento. Neanche l’auto ha subito grossi danni, molto fango su un lato e s’è rotta la manopola delle frecce e dei fari. Frecce e fari sono importanti su un’auto - come nella vita - e così stamattina sono uscito presto per risolvere il problema. Il meccanico vicino casa mi ha indicato un negozio di autoricambi Fiat all’angolo di Honorio Pueyrredon e J. B. Justo. Sono andato, ho trovato il ricambio e ho chiesto la fattura. I dati per farmi  fare la fattura non riesco a impararli a memoria e ce li ho nel portafogli, segnati su un post-it che, a sua volta, è attaccato alla patente di guida (metodo antidiluviano, lo so). Il signore a cui do i dati per la fattura - un sessantenne serio, grasso e pelato - comincia a rigirare la mia patente tra le mani, la apre, guarda i miei dati, la foto. Tale intrusione comincia a innervosirmi. A un certo punto il signore alza lo sguardo verso di me, si apre in un sorriso e comincia a parlarmi in italiano. Chiama gli altri gestori del negozio (fratelli? cognati?) per mostrare la mia patente come se fosse un prezioso cimelio. E tutti parlano in italiano, un italiano sorprendendemente corretto. Anch’io, ormai arresomi al clima di fratellanza peninsulare, comincio a parlare in italiano con loro. Potremmo trovarci in un qualsiasi negozio di autoricambi di Milazzo o di Pordenone. Esco con un “grazie e arrivederci”. Continua a stupirmi questa Argentina tanto italiana.

Compagni di gioco

gustavo-e-pele.jpg

Come già probabilmente saprete, il venerdì (e ogni tanto anche la domenica) vado a giocare a pallone. I resoconti tragicomici di queste partite si possono leggere qui. Il gruppo è simpatico e variegato: dai ventenni con fiato da vendere che vanno su e giù per il campo come se niente fosse ai quarantenni appanzati e affannati che arrancano (arranchiamo) come possono. Si gioca per divertirsi, niente entrate dure, niente scorrettezze, grande fair play generale. Vabbè, ogni tanto qualcuno comincia a imprecare (”putear” nel colorito gergo locale) perché non gli passano la palla, qualcun altro quasi passa alle vie di fatto per reclamare un rigore non dato, e c’è anche chi arriva ad abbandonare il campo per protesta (e ci manca solo che si porti via il pallone). Però ci divertiamo, con Javier (futuro arbitro), Luis (el arquero), Rodrigo, Carlos ”pelado” (ma non è il solo pelado), Eduardo (el ex-arquero que no quiere volver al arco), Juan, Carlitos, Toto, Francesco, Patricio, el “negro” Esteban, Ale, Andrés… Ah, la foto sopra? sì, ogni tanto viene a giocare con noi anche quello della foto. Non “quello”, l’altro, quello coi baffi, Gustavo.

Fratelli d’Italia…

Tanoka convoca per sabato prossimo il 3° Raduno Tano alla Cantina Don Corleone e il giorno prima di Juve-Inter. Più italico di così…

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