Archivio per la categoria 'Diario'

Ci vediamo

Questo blog se ne va un po’ a spasso per il centro Italia.

tonno subito

Non proprio tutti…

Avviso ai malcapitati turisti che da Siracusa volessero recarsi all’aeroporto di Catania in bus con il servizio (servizio?) della ditta Interbus. Allora, io vado alla stazione di partenza degli autobus per verificare gli orari per l’indomani mattina. Arrivo alle 19 e 30 e la biglietteria chiude alle 19. Poco male, sulla parete del casotto/biglietteria sono affissi gli orari. Ce n’è uno alle 7 e 40, perfetto per la mia amica Roberta che deve partire. Possiamo andare a cenare tranquilli. L’indomani mattina arriviamo alle 7 e mezza, scendo dalla macchina e chiedo (presentimento?) alla ragazza che sta in biglietteria a che ora parte il prossimo autobus per l’aeroporto. “Alle 11″, mi risponde. “Ma come alle 11?- chiedo allarmato – e quello delle 7 e 40?” “Quello delle 7 e 40 non c’è”. “Non può essere – insisto – è segnato sull’orario che avete affisso qui accanto!”. “Sì, è segnato anche sull’orario ufficiale,- mi dice lei serafica – MA LO SANNO TUTTI che quello delle 7 e 40 non c’è’”. Mi agito, rischio di perdere la pazienza. Lo sanno tutti? ma che vuol dire lo sanno tutti? e come si fa a saperlo? che ci vuole a cancellare dall’orario quello delle 7 e 40 con un tratto di penna? Mi è venuta voglia di metterle le mani al collo e strangolarla. Invece ho ripiegato su prendere la macchina e accompagnare Roberta all’aeroporto. Poveri turisti, in che mani sono.

Affinità abitative

img_70531

Ci sono molti modi di scoprire la propria ignoranza. Una piuttosto originale è andare a vivere in una strada di Siracusa che si chiama via Archia e non avere idea di chi fosse il suddetto e di cosa abbia fatto per meritarsi una strada tutta per sé. Meno male che a Siracusa, nella targa stradale, mettono già qualche indicazione: Archia era un nobile corinzio che nel 734 a.c. fondò Siracusa. Una rapida ricerca su internet mi fa scoprire che, a proposito delle motivazioni della spedizione di Archia, qualcuno afferma che “egli non cercava solo un luogo di passaggio, ma una terra dove dare una speranza futura a tutti i cittadini che con lui avevano deciso di emigrare verso nuove terre, consapevoli delle difficoltà che ciò comportava“. Mi sembra di essere finito nella strada giusta, per adesso resto qui.

Segnali dalla giungla

2131664312_fde5fb74a11

Come spesso accade, ha ragione il mio amico Tanoka (nella foto, in primo piano). Lui, italiano, sta a Buenos Aires e da qualche giorno è diventato papà felice del piccolo Santiago. Ha scritto un post per far notare il tono diverso dei messaggi di augurio ricevuti di qua e di là dell’oceano. Manco a dirlo, quelli arrivatigli dall’Italia mettono l’accento sull’impegno economico di allevare un bambino, sullo stress, sulle responsabilità. Sembra che gli italiani stiano perdendo la gioia e il gusto di godersi anche i momenti più belli della vita. Forse, ogni tanto, metterci in ascolto dei segnali di speranza e serenità che arrivano dalla giungla, non ci farebbe male.

Modernità

rottami

Gli 11 anni che ho trascorso fuori dall’Italia sono stati anni di importanti cambiamenti. Mi riferisco in particolare alla rivoluzione che ha significato l’avvento e la popolarizzazione di internet, che ha cambiato il nostro modo di comunicare, di informare ed essere informati, di lavorare, di socializzare, di vivere. Io ho vissuto questo stravolgimento in America Latina. Prima di partire, ricordo ad esempio che avevo usato una volta sola la posta elettronica per richiedere del materiale bibliografico in Costa Rica. Arrivato in Brasile, ho visto che la mail era già molto usata e piano piano mi sono adeguato. La prima casella di posta elettronica personale (una delle quattro o cinque che ancora oggi uso) l’ho aperta nel 1998. Poi è stato via via un crescendo, le connessioni sempre più veloci per navigare, l’home banking, le liste e i gruppi di discussione, icq, messenger, skype, fino ad arrivare a questo blog. Insomma, pur non facendo parte di quella generazione cresciuta a pane e  playstation, pur non essendo un fan della modernizzazione a tutti i costi, ho cercato di cogliere almeno alcune delle opportunità che internet e l’innovazione tecnologica mi offriva. Devo dire che tornato in Italia, in questi mesi mi sono trovato di fronte alcune curiose sorprese. Ve ne racconto solo due, a mo’ di esempio. Qualche giorno fa, alla sagra del paese, tra le varie bancarelle c’era uno stand con un cartello che diceva “pesca di beneficienza”. Mi è sembrato di fare un tuffo all’indietro nel passato, quello era un raro esempio di archeologia del fund raising. Fatta salva la buonafede dei ragazzi che l’avevano organizzata, mi è sembrato veramente strano che si continuino a usare strumenti così obsoleti che pensavo relegati a un mondo che non c’è più. L’altra sorpresa l’ho avuta dall”uso, a mio avviso eccessivo, che ancora si fa del fax sul lavoro. Lo ritenevo uno strumento ormai inutile e sorpassato, dispendioso in termini di tempo, antiecologico per lo spreco di carta, rimpiazzato totalmente da posta elettronica e scanner. E invece vedo che è ancora molto usato per dialogare tra uffici, per inviare comunicazioni tra Siracusa, Rimini, Milano. C’è in tutto questo qualche utilità che mi sfugge?

 

Vita da migratore

in_viaggio1

Sembra che alla fine sto riprendendo le mie vecchie care abitudini vagabondanti. Tutti i giorni mi muovo tra Catania e Siracusa, due settimane fa ero a Roma, la settimana prossima sarò a Milano e poi forse anche a Firenze. Mi fermerò, un giorno?

Grazie, angelo!

L’altro giorno sono andato a Siracusa per sbrigare una faccenda all’ufficio del catasto. Ovviamente non avevo idea di dove si trovasse l’ufficio quindi, appena entrato in città, ho chiesto informazioni a un signore. Diamogli un nome, va’, che se lo merita, chiameremoimg_6944 questo signore Angelo. Quindi, dicevamo, chiedo ad Angelo dove si trova il catasto. Angelo comincia a spiegarmi la strada da fare ma poi si rende conto che è troppo complicato e mi dice “facciamo così, l’accompagno io, vado avanti con la mia macchina e lei mi segue”. Lo ringrazio, non speravo tanto, sto per proporgli di andare almeno insieme con la mia macchina ma Angelo è già in moto e mi affretto a seguirlo. Il traffico delle città italiane, si sa, è complicato e al secondo semaforo ho già perso di vista la macchina di Angelo. Mi sto quasi rassegnando a ricominciare daccapo e chiedere informazioni a qualche altro passante, quando sul lato opposto dell’incrocio vede un tizio che si agita e si sbraccia per richiamare la mia attenzione. E’ Angelo che si è accorto di avermi perso ed è tornato indietro a cercarmi. Si riprende la marcia, stavolta sto più attento a non perdere il contatto con Angelo. Strada facendo, mi rendo conto che arrivarci sarebbe stato davvero molto difficile, l’ufficio del catasto l’hanno piazzato proprio bene. Quando finalmente arriviamo davanti all’ufficio, mi sento sollevato e mi preparo a ringraziare il gentilissimo Angelo. Lo vedo mentre fa una manovra complicata uscendo a marcia indietro dal vialetto che porta al parcheggio del catasto e da dentro la sua macchina gli fa dei segni strani. Capisco che Angelo era andato a verificare e mi sta avvisando che il parcheggio è completo e devo cercare un altro posto per l’auto. Mi sento quasi imbarazzato da tanta gentilezza, mi guardo intorno e vedo poco vicino un posto libero in cui mi infilo deciso. Mi giro e vedo Angelo che mi fa ancora dei segni e mi indica qualcosa. E’ un cartello di divieto di sosta e zona rimozione, accidenti, non me n’ero accorto, meglio spostare la macchina da qualche altra parte. Trovo un altro posto e finalmente  parcheggio la macchina. Quando mi giro per cercare Angelo e ringraziarlo, riesco a vedere solo la sua macchina che sta già andando via. Da queste parti abbiamo tanti difetti, ma siamo fatti anche così.

Internet, che passione!

 Dopo undici anni trascorsi in America Latina, al mio rientro in Italia uno dei primi problemi da affrontare è stato quello di fare un contratto di connessione a internet. Confesso che ho impiegato un bel po’ di tempo per orientarmi tra i vari operatori e poi per districarmi tra le molteplici  opzioni e offerte: a tempo, per fasce orarie, flat, free, con o senza abbonamento, installazione gratis, adsl e voce, adsl e tv, offerte solo online. Ho anche imparato ad andare oltre i roboanti titoli “naviga senza limiti”, “quando e dove vuoi” e ad andare a leggere con attenzione le clausole scritte a caratteri piccoli piccoli, in basso. Alla fine, come immagino qualsiasi altro consumatore normale, ho deciso per sfinimento. Risultato: adesso di connessioni internet ne ho ben due , di cui una “mobile”. Attenti, che si pronuncia mobail, da queste parti siamo fighi e un semplice e nostrano “mobile” evidentemente potrebbe indurre il consumatore in rovinosi equivoci. Questa stranezza linguistica l’ho scoperta a mie spese quando la signorina del negozio ha corretto il mio mobile in mobail con fare garbato ma con l’aria di chi pensa “ma da dove viene questo qui, dal terzo mondo?”. In effetti…

Anche se a pensarci bene già otto anni fa in Brasile io avevo l’adsl in casa e usufruivo di un servizio di home banking superlativo che mi permetteva di accedere al conto corrente, di fare bonifici e di pagare bollette di luce e telefono direttamente da casa, senza code e spese aggiuntive. La mia banca italiana mi ha dato l’opzione di non continuare a ricevere l’estratto conto cartaceo solo due mesi fa. E anche a Buenos Aires negli ultimi anni internet era ormai pane quotidiano, con l’intera rete del metro e la stragrande maggioranza dei locali del centro coperta da segnale wi-fi gratuito. Ne aveva già parlato Tanoka qui e anche Cotroneo qui, qui e qui.

Insomma in Italia internet è quello che è però… noi ce l’abbiamo mobail!

Comitato d’accoglienza

Certo che così non è bello tornare…

 

Migrazione

 

Questo blog saluta e migra, per adesso, con questi versi della canzone Encontros e Despedidas. Se volete ascoltarla cantata da Maria Rita potete cliccare qui.

Todos os dias é um vai-e-vem
A vida se repete na estação
Tem gente que chega pra ficar
Tem gente que vai pra nunca mais
Tem gente que vem e quer voltar
Tem gente que vai e quer ficar
Tem gente que veio só olhar
Tem gente a sorrir e a chorar
E assim, chegar e partir

Pagina Successiva »


 

Novembre: 2009
L M M G V S D
« Ago    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Per contattarmi

pippopisano@yahoo.com

I vostri commenti

Chi sta sveglio e chi dorme

Visitato

  • 34,541 volte

MigratorePics

Plemmirio, Siracusa

Brucoli

Cittadella, Vendicari

Cittadella2, Vendicari

More Photos

Archivi

Add to Technorati Favorites
counter create hit