Sempre sul giornale d’epoca che ho comprato l’altro giorno, accanto alle notizie dal fronte europeo, sulla prima pagina spicca il seguente titolo: Damonte Taborda ferito in duello dal signor Diaz Vieyra. Vale la pena leggere la cronaca. “Ieri a mezzogiorno, si è svolta la sfida cavalleresca tra il direttore di Cabildo (il nome del giornale che pubblica la notizia, ndr) don Santiago Diaz Vieyra e Raúl Damonte Taborda, determinata da una pubblicazione del quotidiano “Crítica” a firma di Damonte Taborda, in cui si offendeva il signor Diaz Vieyra. In conseguenza di detto incontro cavalleresco, realizzato con spade da combattimento, Damonte Taborda è risultato ferido da due stoccate all’avambraccio destro”. L’oggetto del contendere era stato una serie di accuse politiche del Vieyra al Taborda, che tra l’altro era un ex deputato, a cui lo stesso Taborda aveva replicato in maniera dura con una lettera sul giornale. L’articolo prosegue con la descrizione dettagliata dei preparativi del duello, con tanto di padrini, messaggi rituali e scelta delle armi. Viene riportato perfino un primo tentativo frustrato dall’arrivo di tre macchine della polizia che impediscono ai contendenti di procedere nella disputa. Finalmente, il giorno dopo, a mezzogiorno, i due riescono nel loro intento. Anche qui vale la pena seguire la cronaca. “Alle 11 di ieri, nel luogo scelto dai rappresentanti del signor Diaz Vieyra si sono riuniti i duellanti accompagnati dai loro padrini e assistenti. Lì erano attesi dal direttore della sfida, signor Capitano don Roberto Lullo, il quale ha stabilito le condizioni per lo svolgersi dell’incontro. A tal fine è stato delimitato un campo di 30 metri e sono state sorteggiate le armi con cui si sarebbe svolto il duello e il sorteggio ha favorito i rappresentanti del signor Vieyra, i quali hanno scelto le spade da combattimento di proprietà del signor Baron Lancia di Brolo. I duellanti, dopo essere stati ubicati a torso nudo al centro del campo, sono stati invitati dal direttore della sfida, secondo i precetti abituali, a riconciliarsi. Entrambi si sono negati. Dato l’ordine di iniziare il combattimento con il tradizionale “A voi!”, il signor Diaz Vieyra al grido di “Viva la Patria!” ha attaccato impetuosamente l’avversario obbligandolo a retrocedere i quindici metri del suo terreno prima dei trenta secondi del primo assalto. In tali circostanze il direttore della sfida ha disposto che i medici accertassero l’entità delle ferite ricevute da Damonte Taborda, chiaramente avvertite dopo le due rapidissime stoccate. In seguito alla dichiarazione degli assistenti che hanno attestato che le ferite del signor Damonte Taborda gli impedivano di continuare a combattere, il direttore della sfida ha dichiarato la sua conclusione invitando i contendenti alla riconciliazione, a cui entrambi si sono negati”. Era il 6 agosto del 1943, a Buenos Aires.
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