Dopo undici anni trascorsi in America Latina, al mio rientro in Italia uno dei primi problemi da affrontare è stato quello di fare un contratto di connessione a internet. Confesso che ho impiegato un bel po’ di tempo per orientarmi tra i vari operatori e poi per districarmi tra le molteplici opzioni e offerte: a tempo, per fasce orarie, flat, free, con o senza abbonamento, installazione gratis, adsl e voce, adsl e tv, offerte solo online. Ho anche imparato ad andare oltre i roboanti titoli “naviga senza limiti”, “quando e dove vuoi” e ad andare a leggere con attenzione le clausole scritte a caratteri piccoli piccoli, in basso. Alla fine, come immagino qualsiasi altro consumatore normale, ho deciso per sfinimento. Risultato: adesso di connessioni internet ne ho ben due , di cui una “mobile”. Attenti, che si pronuncia mobail, da queste parti siamo fighi e un semplice e nostrano “mobile” evidentemente potrebbe indurre il consumatore in rovinosi equivoci. Questa stranezza linguistica l’ho scoperta a mie spese quando la signorina del negozio ha corretto il mio mobile in mobail con fare garbato ma con l’aria di chi pensa “ma da dove viene questo qui, dal terzo mondo?”. In effetti…
Anche se a pensarci bene già otto anni fa in Brasile io avevo l’adsl in casa e usufruivo di un servizio di home banking superlativo che mi permetteva di accedere al conto corrente, di fare bonifici e di pagare bollette di luce e telefono direttamente da casa, senza code e spese aggiuntive. La mia banca italiana mi ha dato l’opzione di non continuare a ricevere l’estratto conto cartaceo solo due mesi fa. E anche a Buenos Aires negli ultimi anni internet era ormai pane quotidiano, con l’intera rete del metro e la stragrande maggioranza dei locali del centro coperta da segnale wi-fi gratuito. Ne aveva già parlato Tanoka qui e anche Cotroneo qui, qui e qui.
Insomma in Italia internet è quello che è però… noi ce l’abbiamo mobail!







Tutto vero,
l’Italia rispetto al Brasile è indietro di dieci anni buoni. Basti dire che qui in qualsiasi bar, spesso e volentieri in quelle che gli italiani si ostinano a chiamare favelas (comunidade no?), c’è il Wi-Fi, fantascienza a Milano almeno sino a 6 mesi fa…
Però, certo, noi abbiamo il “mobail”…
Quando ho letto che l’italia era l’unico paese in europa (ma penso nel mondo) dove il consumo di internet diminuiva invece di crescere ho pensato proprio a quello che scrivi tu nel blog. Avere internet in italia é quasi una scocciatura, significa lottare con i provider ed entrare nel ginepraio delle offerte. Quindi molti pensano “ma chissenefrega, tanto lo uso al lavoro”, perdendosi un sacco di cose. Burocratico anche in questo il nostro paese.
Auguri Pippo, ne hai bisogno, jajajaja
E stamattina ho passato più di un’ora a cercare di mandare due telegrammi utilizzando il servizio offerto da posteitaliane.it. Registrazione al portale, nome utente, password, redazione telegrammi, tutto molto macchinoso. E dopo aver inserito i dati della carta di credito appare la schermata di errore. Per ben due volte. Grazie ragazzi, auguri anche a voi e godetevi il calduccio australe!
Io sono un po’ più fresco di migrazione (due anni) eppure un sentore di quello che dite voi l’ho avuto quando sono tornato in qualche mese fa in Italia per un paio di settimane. E’ verissimo quello che dice Tanoka, la maggior parte dei miei conoscenti usa internet dal lavoro solo per email o per giocare al fantacalcio. Senza dimenticare che Youtube viene usato solo per cercare video di idiozie in stile Paperissima. Ma la cosa più grave è l’informazione che ancora passa solo attraverso la televisione ed infatti parlando con diverse persone mi sono accorto di essere io molto più addentro ai fatti italiani ed internazionali di quasi tutti i miei interlocutori. Certo, poi non sapevo niente sull’edizione del grande fratello e neanche chi fosse Giusy Ferrero. Ma a me va benissimo così.
Bentornato ed auguri!
Grazie Tripo, auguri anche a voi. A proposito, ma chi è Giusy Ferrero?
Sapremo che é arrivato internet in Italia quando aprirá Amazon.it. Ho detto.
Saluti, doppiafila
beh almeno non hai più a che fare con Rai International questo devi ammetere é un plus !!!