Crollano i miti?

Al mio post precedente, Giuliano ha lasciato un commento dicendo che dalla Spagna potrebbe ritornare in Italia con tutta la famiglia a causa della seria crisi economica in cui sta sprofondando il paese iberico. L’altro giorno, chiacchierando con un amico commercialista qui di Buenos Aires anche lui - coincidenza! - si è messo a parlare della crisi economica spagnola che ha cominciato a manifestarsi, a suo dire, soprattutto nel campo del mercato immobiliare. A me, a dire la verità, questi discorsi m’hanno preso di sorpresa. Io ero rimasto al miracolo di Zapatero, alla Spagna vista con invidia da noi italiani e al (presunto?) sorpasso economico sull’Italia. In tempi in cui molti italiani, almeno a parole, sono alla ricerca di lidi più ameni, sarebbe bene avere qualche informazione più certa. Qualcuno ne sa qualcosa?

2 Risposte a “Crollano i miti?”


  1. 1 Francesco 28 Aprile, 2008 alle 6:09 am

    Non sono un esperto, ma so per esempio che la Spagna che cresce da 10 anni al ritmo del 3% (che per un paese europeo è tantissimo) quest’anno rallenterà e secondo le stime fatte, crescerà un po’ meno del 2% (comunque più dell’Italia). Ho sentito anche che il governo Zapatero ha approntato un pacchetto di misure di 18 miliardi per combattere questo calo (una mezza finanziaria nostra… ;)

    Ma tuttavia mi viene da pormi una domanda? E’ lecito parlare di crisi economica? Non è normale che un paese che cresce a ritmi così sostenuti da anni (ed ha colmato così il gap che lo divideva dai principali paesi europei) prima o poi debba rallentare la sua prodigiosa crescita? Non si tratta di una prevedibile e normale ondata recessiva? Non è eccessivo parlare di crisi economica per un fenomeno di questo tipo? Non si sta abusando del termine crisi economica?

    Nel mio immaginario “la crisi economica” è quella argentina del 2001, non un momento di semplice flessione o rallentamenrto della crescita come quello che sta colpendo la Spagna ora…

  2. 2 mafaldabrasil 28 Aprile, 2008 alle 11:15 am

    Io invece mi domando: la prosperità civile di un paese si misura davvero dall’indice di crescita economica?
    Pintor diceva (più o meno) che una società che ha come obiettivo una crescita costante è come un individuo che ha come modello l’obesità.
    Credo che oggi come oggi l’unico obiettivo sensato sia una decrescita controllata dei paesi ipersviluppati, a favore di una crescita sensata dei paesi sfruttati da troppi secoli.
    O meglio, credo che sarebbe ora che sorgesse un modello economico, culturale e filosofico realmente alternativo al comunismo e al capitalismo che ormai sono logori e hanno mostrato tutta la loro limitatezza e disumanità. Produrre e consumare non devono essere gli obiettivi di una società. Gli obiettivi di una società dovrebbero essere la convivenza civile e pacifica coniugata al rispetto, per tutti i suoi membri (e soprattutto i più deboli) dei diritti umani fondamentali.
    Orpo, che botta di idealismo!
    Decisamente, per me questo non è il migliore dei mondi possibili…

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