Nei prossimi giorni, il migratore clandestino ancora una volta prenderà la via verso il nord. E visto che c’è, prima di ritornare a Buenos Aires, si fermerà anche a votare. In fondo non mi dispiace tirarmi fuori dalla cosiddetta campagna elettorale dei cosiddetti italiani all’estero (sul mio Flickr si possono vedere alcuni manifesti elettorali nostrani). Giuliano ha fatto un post per sottolineare il “privilegio” per chi vota all’estero di poter esprimere delle preferenze. Ma le preferenze non sono tutto. Non mi soffermo sui vari candidati visto che già, commentando i post dell’amico Tanoka, mi son dovuto prendere le reprimende di un supporter elettorale offeso e, addirittura, di un vero e proprio candidato a senatore. Un dubbio mi assale: ma dall’altra parte dell’oceano sarà meglio?
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Sursum corda Pippo! E, soprattutto, chissenefrega.
L’importante oggi è che ci sia qualcuno che continua a indignarsi. Almeno una volta ogni tanto.
Sí, anche se come dice Paolini per gli italiani l’indignazione é come l’amplesso: dura pochi minuti. E poi viene il sonno.
Buon viaggio Pippo, noi ti aspettiamo qui, se ci bastano i viveri…
Buon viaggio, Pippo. Salutami gli amici…
A volte, sempre più spesso ultimamente, mi chiedo se in Italia esiste ancora una vera classe politica. Esistono ancora dei politici veri in Italia?
A volte, sempre più spesso ultimamente, mi sembrano tutti una cricca… di destra, di sinistra, di centro… cosa cambia? Ha ancora senso parlare di destra, sinistra e centro?
Beh, certo più in basso del Cavaliere non si puo arrivare… devo riconoscere che ci sono gradi diversi di non-politici odierni… Rabbrividisco solo a sentirli parlare. Ma resto fiducioso… qualcosa di buono potrebbe un giorno rispuntare anche in Italia.
Pippo hai mai pensato a candidarti? :):):):):):):):)
Ormai tutti lo fanno… ti prometto che torno in Italia solo per votarti… in nome della vecchia amicizia… Ehm, Ehm, credo che stiamo partendo con il piede sbagliato… ma se ti candidi ti voto…
io per problemi burocratici non riesco a votare … perhé la legge italiana non prevede di poterlo fare lontano dalla propria residenza … ma per cambiare residenza ci mettono secoli e così, ho “usato” il diritto di un amico argentino che recentemente ha ricevuto il passaporto italiano, lui ha scritto mentre io dettavo … comunque non avrebbe saputo cosa votare … comunque per me è sempre meglio che niente … buon voto a tutti!
In effetti è vero: il semplice fatto di poter esprimere la preferenza non è tutto.
Io l’ho messo in evidenza per fare un po’dispetto ai grillini che considerando questo dettaglio come uno dei cardini della democrazia, sapendo che molti di loro sarebbero morti d’indivia.
Grazie & complimenti per il blog.
Giuliano da Madrid