Il conflitto tra il governo argentino e i produttori rurali si aggrava sempre di più. Da circa due settimane il settore rurale è in agitazione contro l’aumento delle imposte sulle esportazioni dei prodotti agricoli annunciato dal governo: i blocchi stradali sulle principali arterie di comunicazione del paese tendono a impedire il rifornimento dei supermercati e si prevede che nelle prossime ore sulle gondole cominceranno a scarseggiare carne e latte. Ieri pomeriggio, dalla Casa Rosada è venuta una risposta tutt’altro che distensiva: la presidente Cristina Fernández de Kirchner ha accusato i ruralistas di voler continuare a fare affari d’oro (i costi di produzione sono in pesos, i ricavi in euro o dollari) e, in pratica, di lamentarsi con la pancia piena. Normale amministrazione, si dirà: un settore della società reclama per sé dei vantaggi e il governo sceglie la linea dura. Quello che non era previsto - e di sicuro non lo aveva previsto neanche CFK - era il cacerolazo di ieri sera. Dopo il discorso di Cristina, alcune migliaia di persone si sono concentrate in Plaza de Mayo e in altri punti della città agitando pentole e mestoli in solidarietà alla protesta dei produttori rurali. Immediatamente si sono mobilitati anche i piqueteros oficialistas in appoggio al governo. Si sono riviste scene che ricordavano i giorni tragici del dicembre del 2001, anche se lo scenario e il contesto oggi è completamente diverso. Due considerazioni, al di là delle ragioni dell’una o dell’altra parte in un conflitto complesso. E’ sempre sorprendente la capacità di mobilitazione che ha la gente qui in Argentina: in poche ore, più o meno spontaneamente, c’era già in piazza una folla con bandiere, cartelli e slogan. Cosa impensabile in altre parti del pianeta. Dall’altro lato preoccupa la linea dura scelta dal governo, destinata a esasperare gli animi e a radicalizzare la protesta. E’ il primo banco di prova serio per il governo della presidenta Cristina e sarà interessante vedere come andrà a finire.
Cristina alla prova
Pubblicato 26 Marzo, 2008 Argentina , PoliticaTags: Cacerolazo, Cristina Fernandez de Kirchner, Protesta sociale






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