L’oggetto della foto io non l’avevo mai visto prima. Come potete facilmente immaginare, a farmelo conoscere è stato Nicola, impagabile compagno di scoperte di cose strane e di oggetti per gusti fini e un po’ old fashion. Ed è stato proprio Nicola a usarlo davanti a me e a un gruppo di amici in una gradevole notte di mezza estate, in attesa della carne che stava rosolando sulla parrilla nel terrazzo di casa sua. Insomma, io sto’ coso non l’avevo mai visto prima, né in Italia, né in Brasile, né in Argentina. E per diritto di nazionalità, mi azzardo ad affermare che in Italia non esiste. Voi ne avete mai visto uno? qualche idea? Si accettano scommesse…
P.S. Ovviamente l’amico blogger tano che era presente quella sera è pregato di astenersi o di fare uno dei suoi commenti spassosi.








va beh…ma cosí mi si censura…
peccato, avevo un sacco (!?) di idee sulle origini dell’oggetto in questione. Aspetto allora di leggere i suggerimenti degli altri lettori..
Ciao Pippo,
interessante l’oggetto. A prima vista sembrano essere delle pinze per prendere o smuovere le braci o il carbone ardente… se cosi è… esistono anche in Italia. Non le avevo mai viste ben conservate in un cilindro di legno intagliato.
Se non fossero pinze per le braci… allora saranno qualcosa d’altro.
Ciao
…certo che usarlo davanti a tutti… ma che gente frequenti.
Non ci siamo ragazzi! Tanoka era presente e quindi è meglio che non rovini il gico. Pietro, sei stato ingannato dalla prospettiva e hai travisato le dimensioni: l’oggetto in questione misura appena 10 cm. Riprova, sarai più fortunato! Nardi, l’ha usato proprio davanti a tutti e il bello è che c’è anche piaciuto!!!!!
OK Pippo,
allora potrebbe essere uno strumento musicale. In questo caso e’ la prima volta che lo vedo e in tutti posti dove ho vissuto o che ho visitato non ne ho mai visto uno prima. Se e’ cosi… hai ragione: non esiste in Italia.
Adesso meglio che torni al lavoro. Ciao
Cavolo anche io mi ero immaginata una roba alta un metro e mezzo…
)))))))
Allora forse una è pinzetta per i peli del naso
Baci da Berlino
Vanessa
Non azzardo ipotesi, voglio altri indizi!
… ma i porta incensi esistono in Italia…
io getto la spugna.
Bene bene, il gioco comincia a farsi interessante. Mi ricorda il giochino di Raffaella di qualche anno fa in cui bisognava indovinare quanti fagioli c’erano dentro a un barattolo. Vabbè, meglio che non mi monti la testa…
Pietro, non è uno strumento musicale e il fatto che tu che hai abitato in posti veramente strani non lo riconosca la dice lunga sulla stranezza di quest’oggetto.
Vanessa (è sempre un grande piacere sentirti!), apprezzo la tua presenza di spirito ma non è neanche una pinzetta per i peli del naso. E poi ti immagini il padrone di casa che usa una pinzetta per i peli del naso per intrattenere gli amici prima di cena? Mi pare antropologicamente improbabile.
Natalia, in effetti non è neanche un porta incenso ma non gettare la spugna così presto.
In fondo non è difficile. Ma visto che Pina, facendosi interprete dei sentimenti e delle inquietudini del vasto uditorio, chiede altri indizi… altri indizi siano. E’ proprio facile. Provate a pensare: che ci poteva fare Nicola quella sera con quest’aggeggio in mano, davanti a tutti gli amici in attesa della carne alla griglia, tra una chiacchera e l’altra, se non…
Ma questo non e’ un indizio nuovo! Ce lo avevi gia’ detto!
Dicci almeno se quell’affare dentro che pare una pinza bisogna tirarlo fuori dal contenitore per usarlo o se si usa tutto insieme cosi’ come e’ nella seconda foto.
Per me voi a Buenos Aires, mentre aspettate che l’asado sia pronto, cantate, bevete, parlate e fumate, ma per nessuna di queste azioni mi sembra utile il coso…
Diccelo!
Fuoco, fuochino, Vanessa. Qui a Buenos Aires, mentre aspettiamo l’asado facciamo più o meno le cose che dici tu, sembri proprio pratica (quando vieni faremo un asado in tuo onore). E il coso serve proprio per una delle 4 azioni che tu hai elencato (voglio essere buono: ricordati che non fumo!).
Sì, dimenticavo. Per usarlo bisogna tirar fuori quella specie di pinza e…
Embé? Che é ?
… non fumi, non è uno strumento musicale, e non mi sembra che possa servire in una conversazione. Rimane bere.
Potrebbe essere un affare all’interno del quale si mette una sostanza liquida alcolica, dopo aver tirato fuori e riscaldato quelle specie di pinze in metallo, che, incandescenti conferiscono alla sostanza alcolica non so quale particolare sapore…? visto che ti è pure piaciuto?
Che stres… mi sono stancata solo a pensarci, ma non ho resistito alla tentazione di partecipare
Elementare, (Lidia) Watson! Sei quella che c’è andata più vicino. Però ti ha tradito la tua fervente immaginazione. In realtà è molto più semplice. L’ora di svelare l’arcano si avvicina…
A questo punto e grazie agli indizi disseminati dai vari commenti che mi hanno preceduto, azzardo un’ipotesi: è un cavatappi!
non me di’ che è una pinza per il ghiaccio perché vengo là e te stacco la testa!! ipotesi più chic: è un giratoio per il martini dry, “stirred, not shaken”. il mio nome è bond. pippo bond.
Cavatappi, per me è un cavatappi.
Abracos,
Paolo
…ovviamente “te stacco la testa” non va preso alla lettera…
Uh, Nardi, siamo passati alle minacce. Non c’è bisogno di scaldarsi tanto anche perché non è una pinza per il ghiaccio. Entro domani troverò la maniera di svelare il mistero. Intanto goditi la festa (fai la festa, no?), magari metti da parti una fetta di torta con le 10 candeline e auguri!!!
una pinzetta per piluccare durante l’aperitivo?
un dispositivo anti-ossidazione che funziona come anodo sacrificale per proteggere la fragranza del vino?
uno strumento di tortura per zittire gli ospiti troppo loquaci dandogli dei pizzichi zotto il tavolo?
un reggi-bicchiere per abbeverarsi dai tipici calici senza fondo argentini?
pippo… non ci vuoi togliere il sonno, vero?
p.s. ma la parte di legno serve a qualcosa o e’ solo una custodia?
no, proprio festa festa no… ma ad ogni modo non useremmo mica ste cose _ambigue_ che usi tu, ché noi siamo gente beneducata, tz!