La questione dell’indipendenza autoproclamata alcuni giorni fa dal Kosovo è arrivata anche in America Latina. Le diplomazie dei vari stati sono alle prese con la scelta del riconoscimento o meno della nuova repubblica facendo i conti con le rispettive situazioni interne e con gli scenari geopolitici globali. Vi segnalo in proposito gli interessanti commenti di Paolo e di Roberto. E non potevano mancare le dichiarazioni di Chávez.
Per contattarmi
pippopisano@yahoo.com
Articoli Recenti
Di cosa parlo
I vostri commenti
- vicky on Perché l’Argentina?
- il migratore clandestino on Chega de Saudade
- Antonio on Chega de Saudade
- Anna Lisa on La cosa Berlusconi
- il migratore clandestino on La cosa Berlusconi
- tanoka on La cosa Berlusconi
- gianni on La cosa Berlusconi
- pina on La cosa Berlusconi
Visitato
- 31,026 volte
Blog su America Latina
MigratorePics
|







Caro Pippo, grazie per la segnalazione e per avere aggiunto il Venezuela che ho bucato perché quando ho scritto il pezzo su Europa (mercoledì su giovedì) Chávez non si era ancora espresso.
Per l’Europa riconoscere l’indipendenza del Kosovo a mio avviso è stato un errore le cui conseguenze oggi non sono prevedibili ma sicuramente saranno nefaste a livello di scenario, nel lungo periodo.
Tutti sanno che mai i serbi accetteranno l’amputazione di quella che considerano la culla storica e religiosa della loro terra. Un po’ come se all’Italia togliessero Roma o all’Arabia Saudita La Mecca.
L’unica cosa che posso dire è che nel seguire tutta la vicenda la mia mente, non so perché, è andata a Francesco Ferdinando che nonostante le avvisaglie (una bomba sul treno blindato mentre l’arciduca arrivava a Sarajevo) volle sfilare comunque nella capitale bosniaca, dove anche le capre sapevano delle mire indipendentiste dei locali dall’Impero asburgico. Quello che è successo dopo lo sanno tutti.
Bene, i paesi che hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo mi hanno ricordato un po’ Francesco Ferdinando.
E tieni presente che il sottoscritto non ha neanche un filo di filoserbismo. Ero a Vukovar come free-lance nel 1991 durante l’assedio della Jugo Army di Milosevic e quindi…
Ma qui è diverso e bastava una semplice analisi costi-benefici che si fa al primo anno di Economia Politica. Le due domande che i soloni della international diplomacy dovevano porsi erano.
1) Meglio avere contro qualche centinaia di migliaia di agricoli kosovari incazzati ma senza grosse ambizioni geopolitiche nell’area o una nazione intera, con connessioni internazionali solide – leggasi Russia e Cina – e un retaggio storico consolidato?
2) Quale tra le due parti in causa sarebbe stato più facile convincere a dimenticare dopo averla delusa sulla “big question” con gli strumenti “a bassa intensità” (cooperazione, commercio, dollar diplomacy) senza lasciare grosse cicatrici nel patrimonio storico popolare, il Kosovo o la Serbia?
Boh, o si sono fumati il cervello o devono smaltire ancora un po’ di materiali bellici…
ciao Pippo.grazie per la segnalazione.non ho la stessa esperienza di Paolo in materia ma certamente condivido la sua analisi ed auspico una posizione ferma da parte del governo boliviano alla pretesa separatista della fascista opposizione boliviana.
saluti, Roberto