
Oggi i principali giornali italiani riportano la notizia che il presidente Ugo Chavez ha deciso di cambiare il fuso orario del Venezuela: dalle attuali 4 ore di differenza da Greenwich si passerà a 3 ore e mezza. I servizi di Repubblica e del Corriere sono praticamente identici, quasi riportati pari pari da qualche dispaccio d’agenzia. La notizia, che in sé non avrebbe nessuna particolare valenza politica, viene utilizzata dai quotidiani nostrani per attaccare Chavez, descrivendolo ancora una volta come un personaggio dalle decisioni pittoresche e bizzarre. Entrambi i servizi, inoltre, si stupiscono del cambio di orario quando nel Paese “non esiste nemmeno l’ora legale”. Bisognerebbe ricordare a chi scrive seduto comodamente in poltrona con l’aria condizionata accanto, che attorno all’equatore esiste una larga fascia in cui l’ora legale semplicemente non serve dato che, per tutto l’anno, le ore di luce e di buio si equivalgono. Viene quasi voglia di difenderlo, Chavez.







Terribile, ma sono davvero praticamente identici! Certo che non sanno proprio più che pesci pigliare…
Il giornalismo italiano, salvo poche eccezioni, tradizionalmente non ha mai brillato per la sua attenzione alla politica estera. Ho appena visto che questa storia del fuso orario è anche finita al Tg1 delle 20 (http://www.rai.tv/mppopupvideo/0,,News-Telegiornali%5E0%5E23235,0.html), annunciata addirittura nei titoli di testa con un fuorviante “Il presidente Chavez istituzionalizza la pennichella”. Io dico, vabbè che siamo a ferragosto, ma certi scivoloni hanno proprio il sapore del cattivo gusto.